Come creare un server PXE per tutte le esigenze (Ubuntu 14.04.1)

Aggiornato a nuove release Ubuntu 14.04.1 e Webmin 1.700 mercoledì 10/09/2014

Se vi è mai capitato di avere a che fare con un portatile o qualunque altro dispositivo col lettore CD rotto e che non avvia da USB (!), allora avrete capito l’utilità di un server PXE.
Per la definizione esatta vi rimando a Wikipedia o chi per lei: quello che tenterò di aiutarvi a capire è come preparare un server PXE che ci consenta di avviare gli strumenti di diagnostica di base e le installazioni di Linux e/o Windows.
Ho scelto una installazione con ProxyDHCP perché molto spesso il DHCP delle nostre reti è all’interno del router e non sempre è possibile inibirlo/configurarlo, specialmente se si tratta del modem in comodato d’uso di qualche ISP italiano (mettete un nome a caso, sono tutti della stessa risma!)
Questo non è un lavoro originale: molte idee sono prese da post letti qua e là googleando. Cercherò di citare tutte le fonti, ma se dimenticassi qualcuno e lo notaste non esitate a segnalarlo. In particolare mi preme ricordare questo articolo: http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=1606910. Anche se alla fine ho preso ben poco da esso, è stato fondamentale per avere una visione di insieme di cosa serviva a fare cosa.

Installazione di Ubuntu Server

Per questa mia impresa ho deciso di partire da una distribuzione Ubuntu Server 14.04.1 LTS (i386) “minimale” (cioè deselezionando tutti i componenti in fase di installazione, tranne OpenSSH server che è indispensabile per gestire la macchina da remoto) per poi aggiungere solo quello che mi serve.
Penso che la cosa non differisca molto su qualunque altra distro Debian based, ma intanto siete avvertiti.
L’utente principale è stato chiamato pxe.
Per velocità, tutti i comandi sono eseguiti dopo essere diventati superuser (in una Debian “pura” basterebbe fare il login come root):

Comandi:
pxe@pxeserver:~$ sudo -i

Terminata l’installazione mi sono assicurato che il nostro server abbia un IP fisso nella sottorete, nel mio caso 192.168.0.222. Per farlo ho editato il file /etc/network/interfaces in questo modo:

/etc/network/inferfaces
# This file describes the network interfaces available on your system
# and how to activate them. For more information, see interfaces(5).
# The loopback network
interface auto lo
iface lo inet loopback
# The primary network
interface auto eth0
iface eth0 inet static
address 192.168.0.222
netmask 255.255.255.0
gateway 192.168.0.254
dns-nameservers 192.168.0.254 8.8.8.8

Installazione di webmin per l’amministrazione remota (facoltativo)

Un pacchetto che trovo molto utile per la gestione remota dei server è Webmin: non è presente nei repository ma si installa con pochi comandi.

Comandi:
root@pxeserver:~# wget http://prdownloads.sourceforge.net/webadmin/webmin_1.700_all.deb
root@pxeserver:~# dpkg -i webmin_1.700_all.deb
root@pxeserver:~# apt-get -f install

L’interfaccia sarà ora disponibile all’indirizzo:

Indirizzo:

https://192.168.0.222:10000/

Creazione struttura delle cartelle

Liberamente tratto da: http://blogging.dragon.org.uk/howto-setup-a-pxeserver-with-dnsmasq/

Ora creiamo le directory che ospiteranno i nostri file; per mantenere un po’ di organizzazione le metteremo tutte in /srv:

Comandi:
root@pxeserver:~# mkdir /srv/pxeboot
root@pxeserver:~# mkdir /srv/www
root@pxeserver:~# mkdir /srv/install
root@pxeserver:~# mkdir /srv/iso

La cartella pxeboot che conterrà i file di avvio; la cartella www sarà la radice del server web e conterrà i file da passare con protocollo http; la cartella install i file che verranno passati con protocollo nfs; la cartella iso conterrà le immagini iso dei sistemi.

pxeboot: configurare syslinux e dnsmasq

Originale: http://danielboca.blogspot.it/2012/02/boot-linux-from-network-using-pxe-and.html?m=1
Adattamento a Ubuntu di UncleDan: http://www.uncledan.it/2014/07/howto-boot-linux-from-network-using-pxe-and-dnsmasq-proxy-ubuntu-14-04/

Installiamo syslinux e copiamo i file necessari in quella che sarà la cartella di boot del server TFTP:

Comandi:
root@pxeserver:~# apt-get install syslinux root@pxeserver:~# cp /usr/lib/syslinux/pxelinux.0 /srv/pxeboot
root@pxeserver:~# cp /usr/lib/syslinux/menu.c32 /srv/pxeboot
root@pxeserver:~# mkdir /srv/pxeboot/pxelinux.cfg

Ora predisponiamo il nostro menu di base: ci occuperemo dei sottomenu mano a mano che procederemo nelle sezioni.
Fonte menu: https://help.ubuntu.com/community/PXEInstallMultiDistro

/srv/pxeboot/pxelinux.cfg/default
DEFAULT menu.c32
TIMEOUT 600
ONTIMEOUT BootLocal
MENU TITLE PXE MULTIBOOT SERVER
NOESCAPE 1
ALLOWOPTIONS 1
PROMPT 0
LABEL BootLocal
localboot 0
TEXT HELP
Boot to local hard disk
ENDTEXT
MENU BEGIN Ubuntu Install
MENU TITLE Ubuntu Install
LABEL Previous
MENU LABEL Previous Menu
TEXT HELP
Return to previous menu
ENDTEXT
MENU EXIT
MENU SEPARATOR
MENU INCLUDE 1-ubuntu-install.menu
MENU END
MENU BEGIN Ubuntu Live CD
MENU TITLE Ubuntu Live CD
LABEL Previous
MENU LABEL Previous Menu
TEXT HELP
Return to previous menu
ENDTEXT
MENU EXIT
MENU SEPARATOR
MENU INCLUDE 2-ubuntu-live-cd.menu
MENU END
MENU BEGIN CentOS
MENU TITLE CentOS
LABEL Previous
MENU LABEL Previous Menu
TEXT HELP
Return to previous menu
ENDTEXT
MENU EXIT
MENU SEPARATOR
MENU INCLUDE 3-centos.menu
MENU END
MENU BEGIN DOS Based
MENU TITLE DOS Based
LABEL Previous
MENU LABEL Previous Menu
TEXT HELP
Return to previous menu
ENDTEXT
MENU EXIT
MENU SEPARATOR
MENU INCLUDE 4-dos-based.menu
MENU END
MENU BEGIN Tools and Utilities
MENU TITLE Tools and Utilities
LABEL Previous
MENU LABEL Previous Menu
TEXT HELP
Return to previous menu
ENDTEXT
MENU EXIT
MENU SEPARATOR
MENU INCLUDE 5-tools-and-utilities.menu
MENU END

Installiamo dnsmasq:

Comandi:
root@pxeserver:~# apt-get install dnsmasq

Creiamo il file di configurazione per il servizio PXE /etc/dnsmasq.d/pxe.conf (l’IP 192.168.0.222 è quello che abbiamo assegnato al nostro server):

/etc/dnsmasq.d/pxe.conf
tftp-root=/srv/pxeboot
enable-tftp
dhcp-boot=pxelinux.0
dhcp-option=vendor:PXEClient,6,2b
dhcp-no-override
pxe-prompt=”Press F8 for boot menu”, 3
pxe-service=X86PC, “Boot from network”, pxelinux
pxe-service=X86PC, “Boot from local hard disk”, 0
dhcp-range=192.168.0.222,proxy

Ed assicuriamoci che nel file di configurazione /etc/dnsmasq.conf sia attiva la linea:

/etc/dnsmasq.conf
[…]
conf-dir=/etc/dnsmasq.d
[…]

Riavviamo il servizio dnsmasq:

Comandi:
sudo service dnsmasq restart

www: configurare lightppd

Liberamente tratto da: http://blogging.dragon.org.uk/howto-setup-a-pxeserver-with-dnsmasq/

Ho deciso di utilizzare lighttpd come server web; è un po’ più moderno e performante del tradizionale apache2 che quasi tutti i tutoriali usano. Ma purché ci passi i file in http qualsiasi server andrà bene! Ricordiamoci solo che nel resto della guida supporrò che i file da passare al boot (che fisicamente risiedono in /srv/install/) dovranno essere accessibili all’indirizzo:

Indirizzo:

https://192.168.0.222/srv/install/

Ho scelto questa codifica in modo che il percorso relativo dei file da passare sia srv/install/nomefile indipendentemente dal fatto che li passiamo con protocollo nfs (per le immagini un po’ più “vecchio stile” e per gli installatori) oppure http (per quelle più recenti e quasi i tutti i live CD).

Installiamo il server:
Comandi:
root@pxeserver:~# apt-get install lighttpd

E apportiamo due modifiche al file di configurazione (in grassetto):

/etc/lighttpd/lighttpd.conf
[…]
server.document-root = “/srv/www”
server.upload-dirs = ( “/var/cache/lighttpd/uploads” )
server.errorlog = “/var/log/lighttpd/error.log”
server.pid-file = “/var/run/lighttpd.pid”
server.username = “www-data”
server.groupname = “www-data”
server.port = 80

dir-listing.activate = “enable”
[…]

La prima modifica sposta la radice del server web, la seconda consente il directory listing se non è presente un file index.hml. Questa seconda modifica non è indispensabile, ma mi consentirà di usare il server per il anche download delle iso ed eventualmente per monitorare il contenuto delle varie cartelle.
Riavviamo il server web:

Comandi:
root@pxeserver:~# service lighttpd restart

Ora rendiamo simile la struttura del file system a quella locale:

Comandi:
root@pxeserver:~# mkdir /srv/www/srv
root@pxeserver:~# ln -s /srv/pxeboot /srv/www/srv/pxeboot
root@pxeserver:~# ln -s /srv/install /srv/www/srv/install
root@pxeserver:~# ln -s /srv/iso /srv/www/srv/iso

Ora creiamo un file di prova:

Comandi:
root@pxeserver:~# echo “installation files go here!”>/srv/install/test.txt

E proviamo a visualizzarlo con un browser e, cosa ancora più importante, a recuperarlo con wget:

Comandi:
root@pxeserver:~# wget http://192.168.0.222/srv/install/test.txt

Il risultato dovrebbe essere qualcosa del genere:

Output:
–2014-09-09 16:55:32–  http://192.168.0.222/srv/install/test.txt
Connessione a 192.168.0.222:80… connesso.
Richiesta HTTP inviata, in attesa di risposta… 200 OK
Lunghezza: 28 [text/plain]
Salvataggio in: “test.txt”

100%[===========================================>] 28          –.-K/s   in 0s

2014-09-09 16:55:32 (7,72 MB/s) – “test.txt” salvato [28/28]

Se tutto è ok, cancelliamo il file di prova:

Comandi:
root@pxeserver:~# rm /srv/install/test.txt

Infine creo per comodità un file che mi rimandi a webmin direttamente dalla cartella principale.

Comandi:
root@pxeserver:~# mkdir /srv/www/webmin

/srv/www/webmin/index.html
<html xmlns=”http://www.w3.org/1999/xhtml”>
<head>
<title>Login to Webmin</title>
<meta http-equiv=”refresh” content=”0;URL=’https://192.168.0.222:10000′” />
</head>
<body>
<p>You can find the Login to Webmin<br>
at <a href=”https://192.168.0.222:10000″>https://192.168.0.222:10000</a>.</p>
</body>
</html>

install: configurare nfs-kernel-server

Fonte: http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=1606910

Installiamo ora il server snf che ci servità principalmente per i live CD.

Comandi:
apt-get install nfs-kernel-server

Modifichiamo il file degli export per rendere disponibile la cartella /srv/install anche con protocollo nfs a tutta la nostra sottorete.

/etc/exports
/srv/install      192.168.0.0/24(ro,async,no_root_squash,no_subtree_check)

Ed esportiamo il filesystem.

Comandi:
exportfs -a

Predisposizione dei sorgenti per installazioni Linux e altre utility

Ispirato da: http://posix.in-egypt.net/content/how-mount-iso-fstab

Ora predisporremo i file necessari alle installazioni vere e proprie.
Per quanto riguarda i sorgenti delle installazioni, avevo in un primo tempo pensato di caricare le immagini iso sul server, montarle e copiarne il contenuto nella cartella install per poi cancellarli. Riflettendo un attimo mi sono però reso conto che potevo montare le iso come file system in modo da averle sia per le installazioni PXE che per download per altri usi!
Per comodità seguiremo l’ordine del menu che abbiamo preimpostato.

1-Ubuntu (Install)

1-1-Ubuntu Server 14.04.1 LTS (i386)

Utilizzerò l’immagione ubuntu-14.04.1-server-i386.iso che scaricherò direttamente in /srv/iso per comodità.

Comandi:
root@pxeserver:~# cd /srv/iso
root@pxeserver:~# wget http://mirrors.mit.edu/ubuntu-releases/trusty/ubuntu-14.04.1-server-i386.iso

Anche copiare direttamente il file in tale posizione darà lo stesso risultato. Dalla release 14.04 Ubuntu, Kubuntu e molti altri “parenti” non rilasciano la versione alternate del supporto di installazione, ma solo i Lice CD. Lo stesso procedimento sarebbe applicabile a qualunque immagine di tipo alternate: ad esempio Lubuntu mantiene la versione alternate. Per le versioni a 64 bit basta sostituire i386 con amd64 in queste istruzioni.
Quando il file si trova nella giusta posizione dovremo editare il file /etc/fstab aggiungendo la riga sottostante e assicurandoci che ci sia una riga vuota alla fine del file (con molta attenzione, altrimenti si rischia che il sistema non si avvii più!).

/etc/fstab
[…]
/srv/iso/ubuntu-14.04.1-server-i386.iso /srv/install/ubuntu-14.04.1-server-i386/ iso9660 loop,ro,auto 0 0

Ora con questi due comandi:

Comandi:
root@pxeserver:~# mkdir /srv/install/ubuntu-14.04.1-server-i386
root@pxeserver:~# mount -a

avremo la iso visibile sia spacchettata (per il nostro boot PXE) all’indirizzo:

Indirizzo:

http://192.168.0.222/srv/install/ubuntu-14.04.1-server-i386/

che intera all’indirizzo:

Indirizzo:

http://192.168.0.222/iso/ubuntu-14.04-server-i386.iso

Ora creiamo link simbolici al kernel e all’immagine di avvio:

Comandi:
root@pxeserver:~# mkdir /srv/pxeboot/ubuntu-14.04.1-server-i386
root@pxeserver:~# ln -s /srv/install/ubuntu-14.04.1-server-i386/install/netboot/ubuntu-installer/i386/linux /srv/pxeboot/ubuntu-14.04.1-server-i386/linux
root@pxeserver:~# ln -s /srv/install/ubuntu-14.04.1-server-i386/install/netboot/ubuntu-installer/i386/initrd.gz /srv/pxeboot/ubuntu-14.04.1-server-i386/initrd.gz

Infine è il turno del file di menu.

Fonte PXE Ubuntu 14.04: http://www.unixmen.com/install-configure-pxe-server-ubuntu-14-04-lts/
/srv/pxeboot/1-ubuntu-install.menu
LABEL 1
MENU LABEL Ubuntu Server 14.04.1 (32-bit)
KERNEL ubuntu-14.04.1-server-i386/linux
APPEND initrd=ubuntu-14.04.1-server-i386/initrd.gz
TEXT HELP
Boot the Ubuntu Server 14.04.1 (32-bit) Installation Media
ENDTEXT

Ubuntu (Live CD)

(seguirà…)

DOS Based

Fonti: http://possiblelossofprecision.net/?p=491 e https://help.ubuntu.com/community/PXEInstallMultiDistro#DOS

Come esempio dei boot di tipo DOS (i buoni vecchi floppy) prenderemo il floppy di boot di FreeDOS, ma lo stesso procedimento si può applicare a qualunque immagine di floppy da 1,44MB, compresi quelli di programmi non-free (Ghost 2003, Emergency Boot Disk Window 98, ecc). Va da se che per utilizzarli è necessario possedere la relativa licenza. Creiamo la cartella e mettiamoci l’immagine del file.

Comandi:
root@pxeserver:~# cp /usr/lib/syslinux/memdisk /srv/pxeboot
root@pxeserver:~# mkdir /srv/pxeboot/4-dos-based
root@pxeserver:~# cd /srv/pxeboot/4-dos-based
root@pxeserver:~# wget http://www.ibiblio.org/pub/micro/pc-stuff/freedos/files/distributions/1.0/fdboot.img

Ora creiamo il sottomenu:

/srv/pxeboot/4-dos-based.menu
LABEL 1
MENU LABEL FreeDOS Floppy Disk
KERNEL memdisk
APPEND initrd=4-dos-based/fdboot.img
TEXT HELP
Boot FreeDOS 1.0
ENDTEXT

Tools and Utilities

(seguirà…)

Installare Windows Seven (7) Professional 32 bit su Toshiba Qosmio G20

Premessa: nulla di ciò che leggerete è supportato da Microsoft, Toshiba o chiunque altro. Tutto deriva *ESCLUSIVAMENTE* dall’esperienza del sottoscritto che peraltro *DECLINA OGNI RESPONSABILITA’* in caso di danneggiamenti al vostro PC, guerra termonucleare e qualunque altro cataclisma!

Inoltre tutti i marchi registrati citati appartengono ai legittimi proprietari.

Detto questo, cominciamo.

Sarà capitato anche a voi di voler aggiornare il vostro vecchio glorioso portatile.

Nel mio caso si tratta di un gloriosissimo Toshiba Qosmio G20 che, nonostante gli ormai 12 anni suonati, se la cava ancora egregiamente: chiaramente con qualche accorgimento (2GB RAM e una SSD da 120GB come disco principale) anche il buon vecchio Windows XP Media Center Edition se la cava egregiamente.

Si sa che però ogni tanto una bella “formattata” al buon vecchio Windows non fa mai male. Si da il caso però che il vecchio Qosmio abbia un lettore CD difettoso e quindi non si possa usare il lettore CD e che il BIOS non preveda (data l’età tutto sommato è normale) l’avvio tramite USB.

A questo punto perché non cogliere l’occasione ed installare qualcosa di più recente? Da questo articolo pareva che installare Vista non fosse così difficile e tra Vista e Seven tutto sommato le differenze sono poche (o almeno così ho pensato).

1 – Controller SATA (TOSHIBA RAID)

Il primo scoglio è stato il driver del controller SATA dei dischi: è molto particolare speciamente per un portatile (possibilità di striping e mirroring tra i due dischi, anche se il li uso “normalmente”) e ovviamente Toshiba non lo rilascia. Con enorme sorpresa mi rendo conto che… già l’avevo! Infatti il driver per Windows XP (estratto grazie al preziosissimo Driver Backup!) funziona anche per Seven 32 bit!

Avviata l’installazione sulla partizione dove già risiedeva XP, senza alcun download possibile, l’installazione è terminata con un paio di riavvii e senza particolari problemi. Ecco il risultato… niente male

Immagine1.png

Il punto interrogativo sul TOSHIBA Virtual Device SCSI Processor Drive può essere facilmente risolto fornendo la “seconda parte” del driver precedentemente estratto.
virtual

2 – Scheda Video NVIDIA GeForce Go 6600

Anche per la scheda video può (almeno in prima battuta) essere fornito il driver estratto dall’installazione XP: in realtà l’accelerazione hardware non mi pare attiva ma almeno ci consentirà di impostare la risoluzione video 1440×900. Poi vedremo se si può fare di meglio. (EDIT: effettivamente cercando in rete ho trovato un driver più recente e nettamente più performante).
video

3 – Scheda di rete wireless Intel PRO/Wireless 2200BG

In questo caso, anche se la Intel si premura di avvisarci che Seven non è supportato, il driver per Vista 32 bit funziona ragionevolmente bene (non riesco ancora ad avere una completa individuazione delle reti, ma procedendo con session ID e password la connessione funziona perfettamente.
wireless

4 – Toshiba PCI DVB-T/Analog Hybrid Tuner

Il Controller video multimediale altro non è che il sintonizzatore. Dato per impossibile che si potesse trovare un driver per Seven, ho tentato la carta del driver XP estratto con Driver Backup! Anche in questo caso il driver pare funzionare (o almeno consente di togliere la periferica dalla lista di quelle sconosciute, perché in realtà non ho nessun software in grado di sfruttarlo installato per ora.)
tuner

 

5 – Scheda audio SigmaTel High Definition Audio

Probabilmente anche in questo caso il driver XP estratto dalla precedente installazione era compatibile già di suo, comunque ho preferito riscaricarlo dal sito Toshiba (dove comunque viene indicato funzionante solo fini a XP).

audio

 6 – Lettore SD Card

In questo caso l’installazione del solo driver estratto dall’installazione non è stata sufficiente, ma ho dovuto installare anche l’utilità di formattazione SD Card (di per sé inutile in quanto formatta al massimo schede da 2GB!!!) per far funzionare il tutto, L’ho recuperato, per velocità, dal topic sull’installazione di Vista su Qosmio G20 a cui ho già fatto cenno.

card

7 – Bluetooth Stack

Ultimo, ma non meno importante viene il driver Bluetooth. Mi ha fatto un po’ impazzire perché non è immediato che un dispositivo con codice ACPI/TOS6205 sia lo stack Bluetooth!! Fortunatamente questo articolo mi ha “illuminato”. Una volta imparato di cosa si trattava, reperirlo sul sito Toshiba non è difficile anche perché i driver Bluetooth hanno un minisito dedicato e indipendente dal modello cercato.

Ora il mio mitico Toshiba Qosmio G20-129 è perfettamente funzionante con Windows Seven (7) Professional 32 bit!

Spero che questi appunti possano essere utili a qualcuno ed elenco qui di seguito (con possibilità di download) i driver utilizzati.

Riepilogo driver utilizzati:

 

HOWTO: Boot Linux from network using PXE and DNSMASQ proxy (Ubuntu 14.04)

This an adaptation from this guide to fit to Ubuntu 14.04 LTS environment:
http://danielboca.blogspot.it/2012/02/boot-linux-from-network-using-pxe-and.html?m=1

The parts in italic are added or modified by me.

I will assume you have an Ubuntu running installation and you know its IP addess.
My IP address is 192.168.0.1: modify the menus to suit yours.
The ISO images I used are ubuntu-12.04.4-desktop-i386.iso for 12.04 and ubuntu-14.04-server-i386.iso for 14.04 (alternate DVD does not exist anymore).
Both are 32 bit, because my test box doesn’t allow 64 bit virtualization, but the process is identical: search and replace “i386” with “amd64”.

ATTENTION! With this article I could get a working PXE server and correctly install Ubuntu 12.04.
Ubuntu 14.04 installation boots kernel and initrd, but gets stuck after that!!! Any help will be greatly appreciated.

This tutorial allows to boot and install Linux from network using PXE and DNSMASQ.

DNSMASQ is a very light implementation of TFTPD,DHCPD and NAMED.

In most of the cases there is already a DHPCD server on the network and starting a new DHCPD server would not work.
Therefore we are going to configure DNSMASQ as a PROXY DHCPD for the existing server and specify what PXE service to use.

The example provides a menu that can install Ubuntu 12.04, Ubuntu 14.04 and also can start the Memtest utility from the network.

Configure SYSLINUX

Become superuser
sudo -i

Install syslinux
aptitude install syslinux

Create a folder for TFTP server with the following (similar) structure
mkdir -p /tftpboot/pxelinux.cfg
mkdir -p /tftpboot/images/ubuntu/12.04/i386
mkdir -p /tftpboot/images/ubuntu/14.04/i386

Copy the necessary files from syslinux
cp /usr/lib/syslinux/vesamenu.c32 /tftpboot
cp /usr/lib/syslinux/pxelinux.0 /tftpboot

Now, let’s assume that the original ISOs have been copied/mounted in /iso/ubuntu12.04 and /iso/ubuntu14.04.

Copy initrd and linux kernel from the original ISOs
cp /iso/ubuntu12.04/install/netboot/ubuntu-installer/i386/initrd.gz /tftpboot/images/ubuntu/12.04/i386
cp /iso/ubuntu12.04/install/netboot/ubuntu-installer/i386/linux /tftpboot/images/ubuntu/12.04/i386

cp /iso/ubuntu14.04/install/netboot/ubuntu-installer/i386/initrd.gz /tftpboot/images/ubuntu/14.04/i386
cp /iso/ubuntu14.04/install/netboot/ubuntu-installer/i386/linux /tftpboot/images/ubuntu/14.04/i386

Download and copy memtest from memtest.org
wget http://www.memtest.org/download/5.01/memtest86+-5.01.bin.gz
gzip -d ./memtest86+-5.01.bin.gz
cp ./memtest86+-5.01.bin /tftpboot/memtest

Create and edit /tftpboot/pxelinux.cfg/default file
The IP 192.168.0.1 can be changed to reflect the path to your installation files
default vesamenu.c32
prompt 0

menu title PXE Boot Menu

label ubuntu-12.04-i386
menu label ubuntu-12.04-i386
kernel images/ubuntu/12.04/i386/linux
append initrd=images/ubuntu/12.04/i386/initrd.gz method=nfs:192.168.0.1:/iso/ubuntu12.04 lang=us keymap=us ip=dhcp noipv6

label ubuntu-14.04-i386
menu label ubuntu-14.04-i386
kernel images/ubuntu/14.04/i386/linux
append initrd=images/ubuntu/14.04/i386/initrd.gz method=nfs:192.168.0.1:/iso/ubuntu14.04 lang=us keymap=us ip=dhcp noipv6

label memtest86
menul label memtest86
kernel memtest
append -

If you like a simpler text mode menu, change vesamenu.c32 with menu.c32 (after you have copied it from /usr/share/syslinux).

Configure DNSMASQ

Install dnsmasq
aptitude install dnsmasq

Create and edit /etc/dnsmasq.d/pxe.conf with the following content
The IP 192.168.0.1 should be the IP of the machine that runs DNSMASQ

tftp-root=/tftpboot
enable-tftp
dhcp-boot=pxelinux.0
dhcp-option=vendor:PXEClient,6,2b
dhcp-no-override
pxe-prompt="Press F8 for boot menu", 3
pxe-service=X86PC, "Boot from network", pxelinux
pxe-service=X86PC, "Boot from local hard disk", 0
dhcp-range=192.168.0.1,proxy

Edit /etc/dnsmasq.conf and check you have a line at the of the file similar to this:
conf-dir=/etc/dnsmasq.d

(Re)start dnsmask
sudo service dnsmasq restart

Boot a machine using the network option from BIOS and install your system or run memtest!